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    10 mag 20265 min di lettura

    Perché pagare col telefono è più sicuro che pagare con carta

    Il numero della tua carta non esce mai dal telefono. Al suo posto viaggia un token usa e getta. Più sicuro della plastica.

    Perché pagare col telefono è più sicuro che pagare con carta

    Un amico mi ha detto la settimana scorsa: "Io col telefono non pago. Non mi fido." Gli ho chiesto se invece si fidava della carta che tiene nel portafoglio. "Certo, quella e sicura." Ho sorriso. Perché la verità è esattamente il contrario. Vi spiego una cosa che le banche sanno benissimo ma che nessuno vi racconta in modo semplice. Quando pagate con la carta fisica, quella di plastica che appoggiate sul lettore del negozio, il terminale legge il numero della vostra carta. Quel numero viaggia attraverso la rete di pagamento. Se qualcuno lo intercetta, ha i vostri dati. Con la vecchia banda magnetica era ancora peggio: bastava un dispositivo nascosto sul lettore per clonare tutto. Quando pagate col telefono, succede qualcosa di completamente diverso. Il numero della vostra carta non esce mai dal telefono. Mai. Al suo posto, il telefono genera un codice usa e getta, chiamato token. Questo token vale per una transazione sola. Dura pochi secondi. Poi scade e diventa inutile. Se un malintenzionato riuscisse a intercettarlo, avrebbe in mano un codice scaduto, buono quanto un biglietto del treno di ieri. Pensateci come a una chiave che cambia forma ogni volta che la usate. Ogni pagamento ha la sua chiave. Una volta usata, non apre più nulla. Il vostro numero di carta resta chiuso dentro il telefono, protetto da un'area sicura del processore che nemmeno le applicazioni del telefono stesso riescono a leggere. Ma c'è di più. Per pagare col telefono dovete prima dimostrare che siete voi. Apple Pay vi chiede l'impronta digitale o il riconoscimento del viso. Google Pay fa lo stesso. Samsung Pay pure. Significa che anche se qualcuno vi rubasse il telefono, non potrebbe pagare senza il vostro dito o il vostro volto. Provate a fare lo stesso con la carta di plastica. Sotto gli 80 franchi, chiunque la trovi la appoggia sul lettore e paga. Nessuna domanda, nessun controllo. Vi faccio un esempio concreto. Siete al mercato di Lugano. Comprate le verdure, pagate 35 franchi. Con la carta, il terminale legge il vostro numero e lo trasmette. Con il telefono, appoggiate il dito sul sensore, avvicinate il telefono al lettore e il terminale riceve un codice temporaneo che non contiene nessuna informazione della vostra carta. Il commerciante non vede il vostro numero. La rete non lo trasmette. Nessuno lo conosce. Altro esempio. Vi clonano la carta. Succede più spesso di quanto pensiate: un lettore manipolato al bancomat, un cameriere disonesto al ristorante, un sito internet compromesso. Con la carta clonata, il truffatore fa acquisti finché la banca non blocca tutto. Con il telefono, non c'è nulla da clonare. Il token cambia a ogni pagamento. Non esiste un "numero fisso" da copiare. Tre consigli pratici per chi vuole iniziare a pagare col telefono. Primo: aggiungete la vostra carta al portafoglio digitale del telefono. Su iPhone si chiama Apple Wallet. Su Android si chiama Google Wallet. Aprite l'applicazione, inquadrate la carta con la fotocamera, inserite il codice di conferma che la banca vi manda via SMS. In cinque minuti avete finito. La maggior parte delle banche svizzere supporta questi sistemi: PostFinance, UBS, Raiffeisen, le banche cantonali. Secondo: lasciate attivo il riconoscimento biometrico. L'impronta digitale o il volto. È la vostra protezione. Ogni pagamento richiede la vostra conferma fisica. Nessuno paga al posto vostro. Terzo: se perdete il telefono, bloccatelo a distanza. Su iPhone basta andare su iCloud.com e attivare la modalità smarrito. Su Android si usa "Trova il mio dispositivo" di Google. I pagamenti vengono disattivati immediatamente. Con la carta fisica persa, invece, dovete chiamare la banca, aspettare in linea, sperare che nessuno l'abbia usata nel frattempo. Un'ultima cosa che mi chiedono spesso: "Ma se il telefono si scarica?" Giusto. Se la batteria è a zero, non pagate. Per questo ha senso tenere anche una carta nel portafoglio, come piano B. Ma per l'uso quotidiano, il telefono vi protegge meglio. Molto meglio. La prossima volta che qualcuno vi dice che pagare col telefono è rischioso, raccontategli la storia del token. Quel codice che cambia ogni volta, che non contiene i vostri dati, che scade in pochi secondi. E poi chiedetegli: mi spieghi perché la tua carta di plastica, con il numero stampato sopra in bella vista, dovrebbe essere più sicura?

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