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    20 set 20265 min di lettura

    BLIP:Mandare un video dall'iPhone a un PC Windows finalmente

    AirDrop non parla con Windows. BLIP sì: file di qualsiasi dimensione tra iPhone, Android, PC e Mac, in qualità originale e senza passare dal cloud.

    BLIP:Mandare un video dall'iPhone a un PC Windows finalmente

    C'è una scena che si ripete in ogni famiglia ticinese. Qualcuno filma il matrimonio, il battesimo o la partita del figlio con l'iPhone. Poi prova a mandare il video a chi ha Android o a chi deve montarlo sul computer di casa, che quasi sempre è un Windows. Comincia il calvario: WhatsApp lo comprime e lo restituisce sgranato, l'email lo rifiuta perché troppo pesante, il servizio di trasferimento online chiede di caricare tutto e poi di scaricare tutto, con mezz'ora di attesa e un link che scade.

    Il motivo è noto. AirDrop di Apple funziona benissimo, ma solo tra dispositivi Apple. Quick Share di Google funziona tra Android e Windows. I due sistemi non si parlano, e nel mezzo ci sono milioni di persone che hanno un telefono di una marca e un computer di un'altra.

    BLIP risolve esattamente questo. È un'applicazione gratuita disponibile per iPhone, iPad, Android, Windows e Mac. Si installa sui dispositivi, si accede con il proprio indirizzo email, e da quel momento i dispositivi compaiono in un elenco. Si sceglie il file, si tocca il nome della destinazione, si invia. Il file va direttamente da un apparecchio all'altro, senza passare da nessuna nuvola.

    I vantaggi concreti sono tre e si notano subito. Non ci sono limiti di dimensione, quindi si spediscono cartelle intere da decine di gigabyte senza comprimerle in un archivio. Non c'è perdita di qualità, perché le foto e i video partono nella loro versione originale, cosa che le applicazioni di messaggistica non fanno mai. E il trasferimento riprende da solo dopo un'interruzione, se cade la rete o se il portatile va in sospensione. Il traffico è cifrato e funziona sia sulla rete di casa sia a distanza, tra Chiasso e Zurigo.

    Anche qui però servono tre avvertenze, altrimenti la prova finisce male.

    La prima è che l'applicazione deve essere installata su entrambi i lati, con un account gratuito creato con l'email. Per i dispositivi vostri è un problema che si risolve una volta sola. Per mandare un file al fiduciario che non vuole installare niente, invece, resta un ostacolo. In quel caso conviene tenere pronta un'alternativa da browser come PairDrop, che funziona senza installare nulla quando i due apparecchi sono sulla stessa rete.

    La seconda è la lingua. L'interfaccia è in inglese e per ora non esiste una versione italiana. I comandi sono pochi e intuitivi, ma chi non mastica l'inglese farà bene a farsi mostrare la prima configurazione da qualcuno. Manca ancora anche l'applicazione per Linux, quindi chi lavora con quel sistema deve pazientare.

    Vale la pena aggiungere che i destinatari non devono essere per forza dispositivi vostri. Una volta aggiunto il contatto, il file parte verso il computer di un collega o di un cliente ovunque si trovi, con lo stesso gesto e senza limiti di peso.

    La terza riguarda l'uso professionale. Il piano gratuito copre l'uso personale, lo studio e le associazioni senza scopo di lucro. Per l'uso aziendale esiste un abbonamento da 25 dollari al mese per utente con pagamento annuale, che porta anche la priorità di velocità nei momenti di traffico. Uno studio di architettura che scambia progetti pesanti con il cantiere ci trova un senso, anche perché con il piano gratuito nelle ore di punta la velocità può calare. Una famiglia che si passa i video delle vacanze resta tranquillamente nel gratuito.

    Il consiglio più utile è di partire dal caso più semplice, cioè installarlo sul proprio telefono e sul proprio computer prima ancora di pensare agli altri. Il novanta per cento delle volte il file va mandato a sé stessi, e quel gesto quotidiano di autoinviarsi una foto via email o via WhatsApp sparisce da subito.

    Dietro tutto questo c'è una considerazione che va oltre l'applicazione. Per anni abbiamo accettato che la marca del telefono decidesse con chi potevamo condividere le nostre cose. Non è più necessario. Le fotografie del battesimo di vostro nipote non devono arrivare sgranate a metà famiglia perché due aziende americane non si parlano. Ci vogliono cinque minuti per sistemare la faccenda una volta per tutte.

    Tutti i dettagli su: https://blip.net

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